IL MOVIMENTO

Preghiera al Crocifisso

Signore Gesù che in Croce ci doni Te stesso,
manda tante famiglie, fratelli e sorelle,
al nostro Movimento,
perché cresca l’opera da Te iniziata.
Vieni in nostro aiuto,
soccorrici nella nostra indigenza,
donaci numerose e sante vocazioni
familiari, religiose e sacerdotali
perché si diffonda l’amore alla tua Santa Croce
nelle famiglie, nella Chiesa e nella società.
Conservaci uniti a Te e tra di noi,
fiduciosi nella potenza del tuo amore
e desiderosi di servirti per la vita. Amen.

Il Movimento Famiglia e Vita

Il Movimento Famiglia e Vita è stato fondato a Matera da don Leo Santorsola nel 1986. La sua denominazione racchiude il senso, i contenuti e le finalità che esso si è dato interpretando un’esigenza emergente dalla nostra società. In un mondo in rapida trasformazione, insieme ai cambiamenti sociali, è in atto una vera rivoluzione antropologica che tocca le esperienze elementari della convivenza umana rappresentate dalla vita e dalla famiglia, quale ambiente naturale della sua formazione. Persona umana e famiglia fondata sul matrimonio sono pertanto i capisaldi attorno a cui è nato e si è formato il Movimento. La verità integrale dell’uomo e della famiglia, conosciuta e approfondita attraverso l’esperienza umana interpretata alla luce della fede cristiana e dell’insegnamento della Chiesa, ha ispirato sin dall’inizio l’azione e la missione del Movimento.

Cosa facciamo

  • diffondere una cultura dell’amore e della vita, mediante opere di carità e una presenza attenta alla vita culturale, sociale e politica della realtà in cui si opera. Tra i suoi aderenti, coloro che sono particolarmente vocati ad un impegno in politica sono tenuti a mettere al centro del loro programma di azione la famiglia e la promozione dei due valori fondamentali di cui essa è depositaria (amore e vita), a sostenere politiche familiari che riconoscano i diritti fondamentali della famiglia, elencati nella “Carta dei diritti della famiglia” redatta dalla Santa Sede;
  • cercare ed attivare nuove forme di accoglienza e di coinvolgimento nella vita ecclesiale delle persone che vivono in situazioni matrimoniali irregolari, nel rispetto di quanto stabilito dalla Chiesa in materia;
  • rispondere alle nuove e antiche forme di povertà: aborto volontario, crisi coniugali e familiari, bambini e anziani abbandonati, giovani disorientati, ammalati.
    In ogni forma di accoglienza e di intervento caritativo compiuto dai suoi aderenti il Movimento garantisce il suo sostegno.

Possono aderire al Movimento le famiglie, le coppie di fidanzati, i singoli laici e tutti i consacrati che si sentono particolarmente chiamati a vivere la spiritualità del Movimento.

I sacerdoti sono gli animatori del Movimento per quanto concerne il loro ministero; la loro appartenenza non è in alternativa al servizio che essi sono chiamati a vivere nella realtà diocesana e parrocchiale, ma una modalità particolare di compiere il loro ministero secondo la spiritualità del Movimento.

Essi sono tenuti ad attenersi a quanto stabilito nella “Presbyterorum ordinis” e nella Nota pastorale dei Vescovi sui “Criteri di ecclesialità dei gruppi, movimenti ed associazioni”.
I sacerdoti tra di loro e i laici insieme si impegnano nel Movimento ad essere un’unica famiglia, che, sotto varie forme, attua il principio che è alla base della famiglia stessa: l’essere consanguinei e parenti nella fede perché ciascuno viva la sua consanguineità e corporeità con Cristo e porti a compimento il proposito santo di vivere la propria vocazione in modo pieno ed autentico.

Storia e sviluppo

Per dare continuità al percorso iniziato con la preparazione al matrimonio, per garantire alle nuove famiglie una formazione permanente, per offrire una socializzazione che li radicasse nella bontà della loro scelta di vita, per condividere con altre famiglie le gioie e le sofferenze e mettere al servizio di altri la loro esperienza di amore, è emersa la forte esigenza di un’esperienza comunitaria che nel tempo si è rivelata sempre più necessaria e urgente.

Nel corso degli anni il Movimento si è strutturato e definito meglio rendendosi presente nella vita della Diocesi e della società di Matera con un’attività volta a valorizzare le risorse umane e cristiane delle famiglie a favore di altre famiglie, dei giovani, delle coppie in crisi, delle ragazze madri, nell’ambito della cultura e della carità, dell’educazione e della formazione.

La crisi culturale e spirituale della nostra società, erodendo i valori condivisi che innervavano la vita familiare e sociale, ha reso liquide le relazioni e le identità producendo fragilità nelle personalità, mancanza di speranza e di fiducia nel futuro, frantumazione del sapere e chiusura individualistica.

A questi fattori si sono aggiunti i nuovi fenomeni legati alla globalizzazione della comunicazione e dell’economia, i grandi processi migratori che hanno reso la nostra società multietnica e multiculturale, aumentando, per la mancanza di una chiara identità, il senso di disorientamento e paura.

La sfida che viene alla Chiesa e alla società dai nuovi processi culturali potrà essere trasformata in una vera risorsa e opportunità soltanto nella misura in cui la famiglia recupererà la sua soggettività ecclesiale e sociale, culturale e pastorale e ritornerà ad essere protagonista nel prezioso e inderogabile compito educativo delle nuove generazioni.

In questa ottica e prospettiva, il Movimento ha definito sempre meglio la sua presenza e la sua azione, il metodo della sua vita interna e la sua proposta culturale e sociale.

Nel 1987 e nel 1988 ha perciò organizzato due grossi eventi culturali finalizzati a richiamare i fondamenti antropologici ed etici dell’inviolabilità della vita umana (Settimane per la Vita), con la partecipazioni di illustri relatori e testimoni quali don Oreste Benzi fondatore della Comunità Giovanni XXIII di Rimini, Mons. Antonio Riboldi allora Vescovo di Acerra, il cantautore Claudio Chieffo, il black- spirituals Heddie Hawkins, il dott. Leo Aletti e il dott. Luigi Frigerio della clinica Mangiagalli di Milano, Aldo Brandirali.

Nel 1990 il Movimento ha fondato Centro di Aiuto alla Vita (Cav) di Matera per venire incontro alle donne e alle coppie che, pur in situazioni difficili, volevano portare avanti la loro gravidanza.

Nel 1992 si è dotato di una Regola spirituale.

Il 31 maggio 1999 ha ricevuto il conferimento della personalità giuridica dall’Arcivescovo di Matera-Irsina, Mons. Antonio Ciliberti, con l’approvazione della Regola spirituale e dello statuto.

Per diffondere una cultura dell’amore e della vita il Movimento ha portato a Matera altri nomi eccellenti della cultura, della solidarietà, della scienza, quali il francese prof. J. Lejeune, scopritore dell’origine genetica della sindrome di Down, gli australiani coniugi dott. J. ed E. Billings, inventori del Metodo di regolazione naturale delle nascite dell’Ovulazione o Billings, l’On. Maria Pia Garavaglia, il prof. Giuseppe Noia specializzato in Ginecologia e Ostetricia, Urologia e Responsabile del Centro di Diagnosi e Terapia Fetale presso il Policlinico Gemelli di Roma.

Ha inoltre sviluppato una collaborazione con altre istituzioni locali e nazionali con finalità simili, quali l’Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, l’Ufficio Nazionale di Pastorale per la Famiglia, la Fondazione sublacense Vita e Famiglia, il Centro studi sulla fertilità umana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, La Bottega dell’Orefice di Bari, il Tribunale dei minori di Potenza, il Sert di Matera, il Villaggio del fanciullo di Matera che accoglie ragazzi con forte disagio familiarePer dare continuità al percorso iniziato con la preparazione al matrimonio, per garantire alle nuove famiglie una formazione permanente, per offrire una socializzazione che li radicasse nella bontà della loro scelta di vita, per condividere con altre famiglie le gioie e le sofferenze e mettere al servizio di altri la loro esperienza di amore, è emersa la forte esigenza di un’esperienza comunitaria che nel tempo si è rivelata sempre più necessaria e urgente.

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