Catechesi

Dal Direttorio del Movimento Famiglia e Vita – Quaresima – n.49

Dal Direttorio del Movimento Famiglia e Vita –  Quaresima – n.49

“Questo tempo è vissuto in relazione all’evento della Passione e Morte di Gesù, il cui simbolo domestico è il Crocifisso.Nell’angolo della preghiera della casa, in cui su un piccolo altare c’è il Crocifisso, la famiglia si riunisce tutti i venerdì diQuaresima per celebrare la Via Crucis, possibilmente alle ore 15,00.

La sera della I Domenica di Quaresima, concluso il ritiro spirituale, si pongono ai piedi del Crocifisso, i propositi personali e familiari per la Quaresima, su cui ogni venerdì all’inizio  della celebrazione della Via Crucis si fa un esame di verifica in silenzio e si chiede a Gesù Crocifisso la grazia di perseverare.

A  conclusione della celebrazione si recita la Preghiera al Crocifisso. Se la  Via Crucis è celebrata nella propria parrocchia ed è possibile la partecipazione di tutta la famiglia, è preferibile celebrarla nella comunità parrocchiale.

La Settimana Santa celebra l’ora di Gesù ( cfr. Gv 13,1) a cui siamo invitati ad unirci. Dal lunedì al mercoledì della Settimana Santa le singole famiglie della Comunità si riuniscono per la lettura e l’ascolto di un brano del racconto della Passione secondo uno dei quattro vangeli. Lo stesso fa ogni singolo membro della Comunità. Il Giovedì e Venerdì Santo i membri della Comunità partecipano, quando è possibile, alla Messa Crismale, fanno memoria dell’istituzione  del sacerdozio con qualche personale iniziativa per il sacerdote adottato; partecipano alla Messa in Coena Domini e si fermano in adorazione davanti all’altare della reposizione; partecipano alla Liturgia di adorazione della Croce e alla manifestazione della pietà popolare della processione di Gesù morto o dei misteri. Il Sabato Santo essi, in casa e negli ambienti che frequentano, mantengono un clima di raccoglimento, sospendono la visione di programmi televisivi, tranne quelli incentrati sul mistero della Passione di Gesù. Chi ha la possibilità partecipa alla Veglia pasquale”.

  26 Feb 2017 Leggi di più

CATECHESI DEL 9 OTTOBRE 2016

CATECHESI

Il discernimento spirituale via alla fede matura

  1. La vita spirituale non è un’aggiunta alla vita del corpo

 

La vita spirituale è fatta di tante cose: di preghiera, sacramenti, vita di carità. Noi quest’anno ci soffermeremo sul discernimento spirituale che personalmente ciascuno è chiamato a compiere per vivere un’autentica vita spirituale e, come dice il titolo, raggiungere la maturità della fede. Senza discernimento spirituale, la fede infatti rischia di fermarsi a dimensioni umane, che ancora non dicono vita secondo lo Spirito Santo, quali la dimensione sentimentale ed emotiva o, ancora, la dimensione intellettuale. Tutte componenti che ci sono nella vita spirituale, ma non ne colgono l’essenza.

Cerchiamo perciò di capire che cos’è la vita spirituale, ma prima diciamo che cosa non è. Partiamo dall’aggettivo. Un equivoco molto diffuso è quello di pensare l’aggettivo “spirituale” come l’opposto di “materiale o corporale”. In una visione dualistica dell’uomo, la vita spirituale sarebbe la vita di una parte dell’uomo, dell’anima appunto, separata dal corpo. Così intesa quella spirituale sarebbe una vita separata da tutto ciò che la dimensione del corpo richiama: sensi, passioni, vita sociale, storia. Sarebbe tutta protesa verso una dimensione escatologica, verso un “al di là” indifferente all’“al di qua”, un cielo senza terra, una eternità senza storia. Sarebbe, in una parola, una fuga mundi dalle conseguenze molto negative che a volte ritroviamo in noi e nelle comunità cristiane. Le riportiamo queste conseguenze per poter fare un primo esame della nostra vita spirituale. (altro…)

  09 Ott 2016 Leggi di più

Introduzione all’anno pastorale 2016/2017

«SE VIVIAMO DELLO SPIRITO, CAMMINIAMO ANCHE SECONDO LO SPIRITO»

(GAL 5, 25)

Vita di fede e vita spirituale

 

Dopo aver pregato e riflettuto, come tema che ci guiderà quest’anno ho scelto il seguente: «Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito» (Gal 5, 25): vita di fede e vita spirituale. Questo può sembrare un tema in discontinuità con quello dell’anno scorso: La via dell’amore concreto: la misericordia,che suggerirebbe a prima vista un ritorno di attenzione su di sé. Un tema che di primo acchito potrebbe sembrare più noioso e meno interessante. Ma al di là dell’apparente distanza tra i due temi, vi è invece una sostanziale connessione. Se quello dell’anno scorso ci ha mostrato il significato essenzialmente misericordioso della fede, al punto che il cristiano può definirsi uomo della misericordia, quello di quest’anno nasce da una domanda: sono diventato più misericordioso in questo anno? C’è chi risponderà: “Sì, ho compiuto diverse opere di misericordia in quest’anno”; c’è chi, tirando un bilancio, forse dirà: “Sì, ho compreso qualcosa di più della misericordia”. Ognuno avrà, forse, qualcosa da mettere nelle entrate di questo bilancio (misericordia ricevuta da Dio e dai fratelli) e nelle uscite (misericordia donata).

            Ma la domanda non chiedeva se ho fatto delle opere di misericordia, ma se sono diventato più misericordioso, cioè se la misericordia attraverso le opere concrete compiute è entrata a far parte del mio essere, pensare, vivere, giudicare… Sono diventato più misericordioso? Le opere di misericordia non devono essere valutate soltanto nel frutto esterno che hanno prodotto (es., sollievo in qualche miseria), ma anche nel frutto interiore. La misericordia la si fa per essere e divenire misericordia. Il motto dato da Papa Francesco per il Giubileo della Misericordia è: Misericordiosi come il Padre. Dio non fa misericordia, Egli è Misericordia e se la fa è perché lo è. Anche noi dobbiamo aspirare ad essere misericordiosi, non solo a fare qualche opera di misericordia. Naturalmente, per rispondere alla domanda se sono diventato più misericordioso, devo ritornare alla fede e alla vita spirituale, perché essere più misericordiosi significa essere più gioiosi nella fede, più attenti allo spirito. È la fede infatti che mi rende misericordioso perché mi fa fidare di Dio, della sua misericordia verso di me e mi fa confidare nella misericordia con cui vivere le relazioni con gli altri, a partire da quelli di casa (famiglia e Movimento) e a finire con chi frequento per lavoro o amicizia e chi è lontano dalle mie frequentazioni, ma che tuttavia incontro sulla mia strada. (altro…)

  07 Ott 2016 Leggi di più
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